Verdicchio

Annate storiche di vini mitici (12° puntata – prima parte)

Annate storiche di vini mitici (12° puntata – prima parte)
Molte le varietà autoctone allevate nelle Marche, ma Verdicchio in primis e poi Montepulciano sono le cultivar alla base dei più longevi vini dell’area. Bucci con la sua Riserva, Fazi Battaglia con San Sisto e Massaccio, Sartarelli con Balciana e Tralivio, Garofoli con Podium e Grosso Agontano, Umani Ronchi con Pelago e Plenio: esemplari testimonial di un territorio dall’antica vocazione.... leggi!

Bucci: le vigne bonsai

Ampelio Bucci di Ostra Vetere (Ancona) è tra coloro che per primi hanno capito il potenziale del Verdicchio. «Alla fine degli anni Settanta decisi di puntare sul territorio e quindi sul Verdicchio per i bianchi e Montepulciano e Sangiovese per i rossi. Provvidenziali furono l’incontro (scontro?) con l’enologo bolzanino Giorgio Grai, esami analitici ai vini, ricerca di terreni con alta presenza di calcare, la fortuna di trovare una vigna oggi cinquantenne». Fu un’avventura per capitani coraggiosi. Ci dice: «Infatti! Per le prime vendemmie forgiammo le vigne esistenti quasi a bonsai, per produrre poco e concentrare. Si fermentava senza controllo delle temperature; per l’affinamento, vecchie botti di rovere di Slavonia da 75 e 50 ettolitri, che mi confermarono la loro attitudine... leggi!

Fattoria San Lorenzo: timidezza e fattore tempo

Natalino Crognaletti con suo figlio Punta di diamante della produzione di Fattoria San Lorenzo di Montecarotto è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Vigna delle Oche. In cantina sono conservate tutte le annate prodotte; sul mercato lo si propone molto tardi: è possibile oggi trovare le annate 2006 e 2007, ma nelle migliori enoteche e ristoranti (come all’Hotel Ristorante Giardino di San Lorenzo in Campo) si possono trovare verticali più “profonde”. Il giovane 2006 è oggi ancora reticente – soprattutto al naso. Offre un bouquet con ricordi di pietre umide, fiori bianchi, erbe e anice; in bocca – dove al momento è più espressivo – è compatto, armonico, caldo di alcol, vibrante, con una persistenza da antologia. Il 2004... leggi!

Belisario: quei rossi vestiti di bianco

Roberto Potentini Qual è il vostro cavallo di razza? «Un po’ tutti i nostri bianchi», ci spiega Roberto Potentini, direttore ed enologo della cooperativa Belisario di Matelica, «sono da invecchiamento; certo, uno su tutti, il Verdicchio di Matelica Cambrugiano Riserva. Nel luglio del 2009 organizzammo una verticale dei nostri Verdicchio di punta, Cambrugiano, Vigneti del Cerro, Vigneti Belisario, con annate dal 2008 sino al 1988: è grazie a queste operazioni che si vuol (di)mostrare ciò che possiamo offrire rispetto ai nuovi competitors. Per ora non abbiamo annate vecchie ufficialmente a listino, però noi usciamo già molto tardi. Ma vari ristoranti regionali hanno delle vecchie annate del nostro Cambrugiano». Verdicchio di Matelica Cambrugiano Riserva Quali le annate di questo vino, ancora serbate... leggi!

La Monacesca: selezione massale per esaltare il terroir

Aldo Cifola Ci racconti del suo poderoso Verdicchio di Matelica Riserva Mirum Docg, ne conservate uno storico? «Sia per controlli interni che per verticali con operatori» ci dice Aldo Cifola, figlio di Casimiro e patron de La Monacesca di Matelica, «abbiamo sempre accantonato un certo quantitativo di tutte le annate prodotte. Dalla vendemmia 2000 abbiamo anche iniziato a proporre listini con la presenza di vecchi millesimi, questo per favorire soprattutto quei ristoratori che intendono avere in carta delle verticali». Verdicchio di Matelica Riserva Mirum Docg Le annate più esplosive? «Beh, la prima annata non si scorda mai! Il Mirum nasce nel 1988; all’epoca era una vera rivoluzione con i suoi 14,5 gradi e i 26 g/l di estratti, ma devo dire... leggi!

Bisci: il bello della terza età

Aroldo Bellelli Quali sono le migliori annate di Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano conservate in cantina o che eventualmente si possono trovare nella ristorazione o in enoteca? «In realtà», racconta l’agronomo ed enologo della cantina Aroldo Bellelli«noi amiamo tutte le nostre annate, ed è difficile sceglierne alcune piuttosto che altre, anche perché il nostro terroir garantisce una certa costanza qualitativa anche nelle vendemmie climaticamente meno fortunate, ma se dovessi dire di alcune annate particolare, partire senz’altro con la strepitosa 1988, le originali 1991 e 1992, la complessa 1998 (annata unica, in cui producemmo anche il Senex, uscito dopo molti anni di affinamento), con quei suoi ricordi di anice stellato, pesche gialle mature, acacia e camomilla, la classica 2001 e... leggi!

Colonnara e l’iperossidazione

Qual è la filosofia produttiva che sta alla base della particolare longevità del Verdicchio Classico Superiore Cuprese? «Colonnara (importante realtà cooperativa di Cupramontana, n.d.a.) ha sempre creduto nel Verdicchio – ci racconta la pierre della cantina, Daniela Sorana. Fin dal 1985, prima annata del Cuprese, si è deciso di conservarne le migliori annate, ritenute idonee all’invecchiamento. Ciò è stato dettato dalla curiosità di verificare le potenzialità del vino con l’elevazione in bottiglia. Quindi il fine del Cuprese, specie all’inizio, non era strettamente commerciale ma didattico, anche perché il mercato non era (non è?) ancora pronto a recepire vini bianchi invecchiati. Va però detto che ormai teniamo a listino svariate annate di questo vino, acquistabili da appassionati e ristoratori». Il Verdicchio... leggi!

Fattoria Coroncino: naturalità in vigna

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Il Coroncino è forse l’etichetta più identificativa di Fattoria Coroncino di Staffolo, guidata dal 1981 da Lucio Canestrari e Fiorella De Nardo. Lucio Canestrari e Fiorella De Nardo Tra le annate del Coroncino da ricordare e ancora discretamente reperibili sul mercato, vanno menzionate la notevole – per complessità e struttura – 2001, la sottile e stilizzata 2002, la tipica e territoriale 2004 e le ancor giovani 2006 e 2007. Quest’ultima, in particolare, presenta una veste d’oro zecchino, intensa ma brillante e luminosa; il bouquet profuma di tiglio, pesca matura, mandorla fresca, nocciola, miele millefiori, mandarino; la beva è calda e avviluppante, eppure rinfrescata da vivida acidità, sapida, minerale e concentrata; impagabile la... leggi!