Annate Storiche

Capezzana: a Carmignano il Cabernet non è straniero

«La filosofia che ci ha portato a produrre vini da invecchiamento», ci spiega Beatrice Contini Bonacossi, «nasce a inizio Novecento, quando il mio bisnonno Alessandro decise di acquisire la Tenuta di Capezzana: l’idea era quella di creare un’etichetta che potesse fungere da biglietto da visita presso la nobiltà europea, oltre che traccia della nostra storia». Continua la nostra ospite: «Oggi riteniamo che sia fondamentale avere una memoria storica delle bottiglie più importanti: soprattutto perché ci si possa render conto della longevità del nostro vino e delle modalità di evoluzione. Naturale conseguenza è la possibilità di organizzare verticali, così da trasmettere agli appassionati questo patrimonio di conoscenza; siamo inoltre in grado di permettere ai clienti affezionati l’acquisto di alcune bottiglie di... leggi!

Capitoni: il bello della variabilità (delle annate)

«Il nostro podere è costituito da 50 ettari, in lieve collina, davanti all’abitato di Pienza, dove i campi coltivati a cereali si alternano a prati, boschi di quercia, ulivi e vigneti. Ed è proprio verso la viticoltura che negli ultimi 10 anni si sono orientati di più i nostri sforzi: al vecchio ettaro, ne abbiamo aggiunti altri quattro». Così esordisce Marco Capitoni, patron della Casa, che prosegue: «Tutte le operazioni colturali sono fatte con l’obiettivo di vendemmiare uva sana e ricca. In cantina, poi, mille attenzioni, ma sempre atte a mantenere la bontà del frutto di partenza. Il nostro modo di fare vino è molto legato a quanto ci offre la natura, quindi cerchiamo di ottenere sempre il massimo da... leggi!

Castello del Terriccio: una Maison dalle origini antiche

Castello del Terriccio è un’azienda dalle profonde radici storiche, estesa su 1.700 ettari, dei quali 62 a vigna. «La nostra mission è fare grandi rossi affinati in bottiglia, che possano esser goduti a più di 10 anni dalla produzione», afferma il patron Gian Annibale Rossi di Medelana. «Per me non esistono compromessi a livello qualitativo. La conoscenza del territorio ha permesso di capire che al Terriccio ci sono le caratteristiche per realizzare nettari capaci di mantenersi a lungo nel tempo; una strada più difficile e onerosa rispetto a quella di produrre vini di pronta beva». Gian Annibale Rossi di Medelana Indaghiamo le ragioni della longevità: «Vigne curate, uve ben mature, densità di impianto che privilegiano la competizione tra le piante,... leggi!

Tenuta di Ghizzano: prove tecniche di biodinamica

Adagiato sulle dolci colline pisane, Ghizzano è un piccolo borgo medievale. I Venerosi Pesciolini, discendenti dal conte franco Nambrot, paladino di Carlo Magno, arrivarono qui nel 1370 e costruirono la torre attorno alla quale nacquero paese e tenuta agricola. «Da allora la Tenuta di Ghizzano è rimasta sempre nelle mani della nostra famiglia», ci racconta la patronne Ginevra Venerosi Pesciolini. «Nel Duemila abbiamo iniziato un percorso di viticoltura biologica naturale, senza uso di concimi organici, diserbanti, insetticidi e anticrittogamici. Nutriamo il terreno con semine di sovescio e altri semi importanti per l’apporto di sostanze azotate. Dal 2006 abbiamo avviato un approccio biodinamico. Fra gli altri aspetti non cimiamo e usiamo solo rame e zolfo a basse concentrazioni; diradiamo l’uva soltanto... leggi!

Capannelle: SuperTuscan? Sì, ma di Gaiole (in Chianti)

Fondata nel 1975 da Raffaele Rossetti, rilevata nel 1997 da James B. Sherwood, patron del gruppo alberghiero Orient-Express, ha una peculiarità: un caveau all’interno della cantina che ospita le teche dei clienti più esigenti appartenenti al Club del Caveau, che qui conservano le loro verticali dei vini di Capannelle. Una delle scelte della Casa vinicola sta nell’aver sempre puntato sull’eleganza del Sangiovese, che si arricchisce con il passare del tempo. Ecco perché Capannelle ha nel suo Dna la produzione di vini longevi, espressivi del terroir di provenienza.Le operazioni agronomiche e di cantina – ciascuna fase della lavorazione a partire dalla selezione dei cloni fino all’elevazione in legno – sono tutte volte a capitalizzare il patrimonio di aromi primari delle uve,... leggi!

Annate storiche vini mitici (14)

Annate storiche vini mitici (14)
Ecco i veri segreti della longevità: cura maniacale della vigna e terroir, natura dei suoli ed esposizione delle viti. In cantina il trucco è di fare il meno possibile, si preserva il lavoro svolto a monte – Nel Chianti Classico: Badia a Coltibuono, Capannelle, Castello di Querceto, Ruffino, Rocca di Montegrossi – A Montepulciano: Boscarelli, Dei, Talosa – Le inaspettate... leggi!

Fattoria San Lorenzo: timidezza e vecchiaia assicurata

Punta di diamante della produzione di Fattoria San Lorenzo di Montecarotto (Ancona) è il Vigneto delle Oche, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico. Si imbottiglia dal 1995 da uve provenienti dall’omonimo cru in frazione San Lorenzo. Coltivato con i criteri dell’agricoltura “naturale”, il vigneto insiste su suoli sabbioso-argillosi: la prima componente a conferire eleganza, la seconda polpa e carattere. I 4.000 ceppi per ettaro danno una resa molto bassa, a sua volta ridotta grazie alla cernita dei migliori grappoli di ciascuna pianta, mai più di due, vendemmiati tardivamente a fine ottobre. La lenta fermentazione, 20 giorni, avviene in acciaio, con lieviti indigeni; dopo la malolattica si prosegue con l’affinamento, sempre in inox, per almeno 18 mesi con permanenza sulle fecce... leggi!

Fattoria Coroncino: senza concimare dal 1995

La Fattoria Coroncino ha iniziato la sua attività nel 1981, sotto la gestione dei coniugi Lucio Canestrari e Fiorella De Nardo, a Staffolo (Ancona). La gamma aziendale si esprime attraverso la mirata declinazione del vitigno Verdicchio, proveniente da vigne ubicate nei comuni di Staffolo, dove insistono i cru Coroncino, Cupramontana e San Paolo di Jesi e dove si applica il metodo della lotta integrata e biologica, nel pieno riguardo dell’ecosistema. «Non concimiamo dal 1995 per mantenere integro il profilo del terroir», afferma Canestrari. «Non siamo in nessuna associazione, non abbiamo nessun dogma, ci piace usare la nostra testa in libertà e lavorare in un luogo piacevole in accordo con ciò che ci circonda». Il Coroncino, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico... leggi!