Oltrepò
Travaglino: rievocazioni d’Alsazia e Borgogna
Fabrizio Marzi, direttore della Travaglino di Calvignano (Pavia), ha tre sfrenate passioni: il Riesling, il Pinot nero e i vini invecchiati. Gli chiediamo perché proprio il Pinot. La risposta è la seguente: «Ho sempre creduto in un Oltrepò diverso, che si raccontasse coi suoi vini. Sin da ragazzo viaggiavo in Borgogna, tornavo a Casteggio e vedevo un mare di vigne a Pinot nero, sfruttate male o destinate alle industrie spumantistiche piemontesi. Perché? Allora pensai io di progettare un Pinot nero comme il faut. La mia palestra furono le Cantine sociali Riunite di Stradella. Nel 1995 approdai a Travaglino e feci sul serio».
Fabrizio Marzi
E perché il Riesling? «L’attaccamento a questa varietà venne poco dopo. Anche qui, stessa logica: se... leggi!
Tenuta Mazzolino: cavallo di razza
«Con i genitori e i miei fratelli tuttora parliamo francese», ci racconta la titolare Sandra Braggiotti, la cui madre è cresciuta a Parigi, «e quando abbiamo visto i vigneti, mio padre decise che qui avremmo prodotto un gran vino». Al contempo La Provincia Pavese scriveva: “La Borgogna è anche a Corvino San Quirico”. Due dichiarazioni che ci fanno capire perché sin dalla nascita la Cantina puntò in primis a produrre un Pinot nero di razza. Se poi si aggiunge che enologi della tenuta sono Kyriakos Kynigopoulos – sommo esperto del vitigno – e Jean François Coquard, laureato all’Università di Borgogna, il gioco è fatto. Ma a indurre la famiglia Braggiotti a credere nella produzione di un gran Pinot nero fu... leggi!
Il Bosco – Zonin: passione blanc de noir
Domenico Zonin tiene a illustrarci i motivi per cui la Tenuta Il Bosco a Zenevredo (Pavia) ha da sempre deciso di puntare sul Pinot nero spumante: «L’Oltrepò è una delle zone più vaste del mondo per la coltivazione di questo vitigno da destinare allo spumante oltre che l’area più antica d’Italia: già dalla metà dell’Ottocento alcune aziende oltrepadane ambivano a produrre Champagne (all’epoca era possibile chiamarlo così, nda); per esempio nel 1865 Montelio e Vistarino addirittura lo esportavano negli Stati Uniti». Gli chiediamo se l’amore verso questa tipologia sia solo filologico. Ci risponde: «Non solo. Anche organolettico! Il vino spumante che si ottiene è più austero rispetto alle altre bollicine, oltre ad aver bisogno di affinamenti più lunghi per dare... leggi!
Frecciarossa: Pinot nero fermo
Storica Cantina di Casteggio (Pavia), l’azienda di Margherita Radici Odero fa vini di territorio. L’O.P. Pinot nero Giorgio Odero è vino paradigmatico della sua tipologia e il suo saper invecchiare è motivo d’orgoglio per Frecciarossa. Il responsabile Claudio Giorgi ci spiega: «La produzione del Pinot nero vinificato in rosso fu una scommessa perché in Oltrepò il vitigno era coltivato soprattutto per la spumantizzazione. Le bottiglie più vecchie conservate del Giorgio Odero sono del 1985, ma già dal 1980 lo vinificavamo in purezza. Nella nostra enoteca aziendale abbiamo tutte le annate dal 1989 fino al 2006». Il segreto della longevità? «Colore, alcol e soprattutto un basso pH regalatoci dai nostri suoli: livelli 3 e 4, eccellenti per un Pinot, che si... leggi!

