Collio

Annate storiche di vini mitici (10)

Annate storiche di vini mitici (10)
Verso la Slovenia, un inedito melting pot di approcci vitivinicoli • Dai più classici ai più moderni, dai più pragmatici ai più “fondamentalisti”: ognuno in grado di offrire prodotti affatto diversi, capaci di soddisfare quasi ogni gusto e quasi ogni tasca • Con dei comuni denominatori: potenza, eleganza, salinità, longevità • Nei Colli Orientali: Schiopetto. Nel Collio: Radikon, Russiz Superiore, Villa... leggi!

Annate storiche di vini mitici (9)

Annate storiche di vini mitici (9)
Un terroir d’eccezione, al quale dedichiamo due puntate della nostra inchiesta, dà vita a bianchi e rossi tra i più vocati all’invecchiamento. L’estremo rigore in cantina garantisce una lunga tenuta dei vini prodotti. Nei Colli Orientali: Conte D’Attimis Maniago, Livio Felluga, Ronchi di Cialla. Nel Collio: La Castellada, Livon, Marega, Primosic. Nelle Grave: Vistorta Conte d’Attimis Maniago: l’arte del Picolit... leggi!

Villa Russiz: pochi esperimenti, tanta pazienza

Ubicata anch’essa a Capriva, Villa Russiz è una realtà molto particolare, si tratta infatti di una fondazione creata per offrire preziosi servizi per la tutela dell’infanzia. Chiediamo a Giovanni Menotti, direttore tecnico di questa cantina modello, quali sono i vini in cui si crede di più dal punto di vista della loro capacità di ben evoluvere nel tempo. “Di sicuro il Collio Sauvignon de la Tour e il Collio Merlot Graf de la Tour. Due vini cardine, che da sempre contraddistinguono la nostra realtà. Il segreto della loro quasi ‘magica’ evoluzione nel tempo? Principalmente il particolare terroir del Collio e in particolare la natura dei suoli, ricchi di marne e arenarie, che conferiscono a vini una marcia in più in... leggi!

Russiz Superiore: bianchi sì, ma con Riserva

Arrivato nel Collio nella seconda metà del 1800, il Pinot Bianco si è acclimatato in maniera eccelsa, offrendo eccellenti prove del suo adattamento al territorio, tanto da poterlo considerare oggi, dopo 150 di permanenza in terra friulana, un “autoctono d’adozione”. Anche perché il terroir del Collio, unitamente al talento sa dare dei risultati realmente unici.  Fruttato da giovani, sa esprimere dopo qualche anno dalla vendemmia la sua grande personalità, frutto di un mix di struttura, eleganza e complessa mineralità. Vitigno dalle grande potenzialità, adatto anche alla elevazione in legno quando proveniente da vigne a bassa produttività, ha nel suo DNA non tanto aromi spiccati quanto una finezza superlativa, una bella struttura, una corroborante grassezza, un’acidità sempre all’altezza e, non ultimo,... leggi!

Stanko Radikon: amore totale per la Ribolla

Stanko Radikon è tra i personaggi più “osé” della viticoltura friulana, capace di andare per la sua strada, incurante delle mode e degli umori estemporanei della critica, tanto da aver deciso, ormai da qualche anno, di non sottoporre più i suoi vini al giudizio ufficiale della critica enologica, ossia di non inviare più campioni alle varie Guide, nessuna esclusa. “Premetto che la nostra azienda ha a disposizione annate vecchie, sia per degustazioni verticali sia per la commercializzazione, il tutto a partire dal millesimo 1997. Prima di questa annata, le bottiglie che abbiamo le teniamo solo per archivio, e si spingono sino al 1982. Abbiamo ‘bucato’ solo la vendemmia 1996, il cui raccolto è andato interamente distrutto dalla grandine. I vini... leggi!

Primosic: progetto tutto friulano

Il Klin, vino simbolo dell’azienda di Oslavia (Gorizia), è un sogno che si materializza nel 1985, sul modello dei grandi bianchi di Borgogna. Ma la sempre più forte consapevolezza territoriale e la bellezza stilistica che gli autoctoni conferiscono ai vini della zona faranno allontanare il Klin dagli stilemi francesi, rendendolo più vino di terroir, senza per questo privarlo delle sue doti di longevità. In che modo? Nel 1994 si abbandona la barrique di rovere francese, optando per dei tonneaux di 600 litri di rovere di Slavonia; inoltre nell’uvaggio Ribolla gialla e Friulano diventano i veri protagonisti, a fianco dello Chardonnay; quello che permane è invece il concetto di cru. Chiediamo a Silvan Primosic di raccontarci delle annate che più l’hanno... leggi!

Marega: sublime Malvasia istriana

«Noi puntiamo tutto sulla vigna», esordisce Livio Marega, proprietario con il fratello Giorgio della Cantina di San Floriano del Collio (Gorizia). «Abbiamo vigneti storici di 50 anni, di cui abbiamo modificato l’allevamento nel tempo, da cappuccina a Guyot. Nei vigneti più giovani abbiamo invece puntato sulla concentrazione di ceppi per ettaro (6.000) e sulla scarsa produttività per pianta attraverso la potatura verde. Il risultato è di avere vigneti vecchi che infondono struttura ed eleganza, e piante più giovani che regalano profumi e alcol». E la longevità, da che cosa dipende? Livio Marega «Per quanto ci riguarda, tutto nasce dalla struttura delle nostre riserve, data da quanto appena detto e dalla mineralità presente nei nostri suoli, quella famosa marna oceanica (ponca)... leggi!

Livon: grande cru frutto del legno

Braide Alte, al confine con la Slovenia, è uno dei vigneti più rappresentativi dell’azienda Livon di Dolegnano (Udine); è allevato a Sauvignon blanc e Chardonnay, i vitigni principali, a cui si affiancano alcune viti di Picolit e Moscato giallo. La prima annata dell’omonimo vino risale al 1996. La sua particolarità è la vinificazione separata delle diverse varietà d’uva, in barrique a temperatura controllata; dopo 6 mesi avviene l’assemblaggio in una botte grande. Qui il vino rimane altri 4 mesi per ottenere un amalgama di profumi e un prodotto fine ed elegante. Segue Tonino (a sinistra) e Valneo Livon l’imbottigliamento e l’affinamento di altri 6 mesi prima della distribuzione. Ci racconta Valneo Livon: «Il Braide Alte nasce da un progetto iniziato... leggi!