Alto Adige

Annate storiche di vini mitici (8)

Annate storiche di vini mitici (8)
Gli spumanti trentini, complici pedoclima e ambienti di affinamento, sono particolarmente longevi: Cavit, Ferrari, Pedrotti. La provincia di Bolzano non ha legato la sua fama ai vini da invecchiamento, ma ne è ricca, all’insegna di finezza e mineralità: Hofstätter, Lageder, Laimburg, Nals Margreid, Terlano, Tramin Cavit: Trentodoc a lunga scadenza Ferrari: lo spumante italiano Pedrotti: i benefici della grotta Hofstätter:... leggi!

Tramin: consacrati al Gewürztraminer

La storica cooperativa di Termeno, costituita nel 1898, presenta un’ampia gamma di vini di alto livello, ma eccelle soprattutto per il Gewürztraminer. Quando chiediamo a Willi Stürz, enologo di Tramin, quale sia il vino più longevo da lui prodotto, non ha dubbi: l’Alto Adige Gewürztraminer Nussbaumer. «Si sa a priori che il Traminer ha buona attitudine all’invecchiamento; l’importante è cogliere le uve al giusto grado di maturazione. Un cenno di surmaturazione infonde equilibrio e garantisce quel po’ di residuo zuccherino indispensabile per l’armonia di un prodotto aromatico, diciamo 8 g/l. Il ciclo di vita di questo vino non ha mezze misure. O tende a decadere rapidamente, oppure – complice l’annata giusta – retti bene i primi cinque-sei anni di vita... leggi!

Terlano: archivio storico dei bianchi

Il caso di questa cooperativa è unico: una realtà che ha fatto capire al mondo che non bisogna per forza andare in Borgogna e spendere cifre astronomiche per bere vini bianchi lungamente invecchiati. A Terlano l’affinamento dei vini, che oggi avviene sotto la sapiente sorveglianza dell’enologo Rudi Kofler, è tradizione consolidata, resa possibile dall’elevato contenuto minerale del suolo, da impianti maturi ed equilibrati, da vigne curate e a bassa resa, dall’impiego di uve sane e mature. Altro fattore determinante è l’affinamento sur lies, tecnica che accentua le peculiarità aromatiche, la complessità organolettica e la freschezza dei vini di Terlano. Per tradizione le migliori partite delle annate più interessanti subiscono un particolare processo di maturazione. La tecnica prevede di affinarle sui... leggi!

Nals Margreid: l’efficienza della cooperativa

La cooperativa di Nalles, con i suoi 140 soci viticoltori per 150 ettari vitati, è tra le più moderne e funzionali della provincia autonoma; una realtà che dedica soprattutto al vigneto ogni forma di attenzione: impianti che salgono sino a 600-700 metri di altitudine, su terreni argilloso-calcarei, allevati sia a Guyot sia a pergola, con densità altissime per una viticoltura quasi di montagna, fino a 6.000 ceppi per ettaro. Linea di eccellenza della casa è la Baron Salvadori, una “griffe” di cui fa parte il vino sul quale si investe di più dal punto di vista della tenuta nel tempo, l’Alto Adige Chardonnay Baron Salvadori. Qual è il segreto della sua longevità? «Sono le vecchie viti», ci racconta l’enologo Harald... leggi!

Laimburg: una scuola modello

Il Centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburg costituisce, per l’agricoltura altoatesina, il principale istituto di ricerca. Ormai diventato un polo in grado di abbracciare tutti i settori dell’agricoltura, ha saputo far coesistere la naturale propensione alla ricerca a un indispensabile orientamento alla pratica aziendale, ottenendo risultati di eccellenza in particolare nell’ambito della frutti-vinicoltura. Dal punto di vista della produzione enologica, sono stati raggiunti grandi obiettivi qualitativi soprattutto con Gewürztraminer, Sauvignon, Cabernet Sauvignon e Lagrein. Proprio con quest’ultima varietà, Laimburg ha voluto progettare un vino di lungo corso, il Barbagòl Lagrein Alto Adige Riserva Doc, che ha dimostrato Klaus Platter negli anni di essere fra i più longevi rossi della provincia. Klaus Platter, direttore ed enologo dell’istituto, ci spiega che... leggi!

Lageder: il credo biodinamico

Alois Lageder è tra i personaggi più carismatici della nostra viticoltura. Legato al suo territorio, si distingue oggi per la produzione di etichette di grandissima personalità nel segno dell’agricoltura biodinamica, tanto da indurlo ad affermare: «Questa tecnica colturale è parte integrante di una filosofia imprenditoriale ispirata a un approccio olistico, il praticarla è parte integrante di un vignaiolo di qualità; al tempo stesso è una scelta che produrrà in futuro risultati economici migliori rispetto alla viticoltura convenzionale». Nel 2007 Lageder ha completato la conversione al biodinamico di tutti e 50 i suoi ettari vitati e dal 2009 ha immesso sul mercato i primi vini da uve biodinamiche certificate. Pensando alla longevità, Alois non ha dubbi nell’orientarsi verso i bianchi e... leggi!

Hofstätter: sublime Pinot nero

Per Martin Foradori, titolare della Cantina, il Pinot nero è una passione. «È dal 1958», racconta, «che la mia famiglia lo vinifica in purezza. Nel 1978 avviene la svolta, con l’identificazione di una vigna di particolare valore, la Tenuta Barthenau: nasce così il nostro primo Pinot nero Riserva. Ma non basta. Dopo un’attenta mappatura del vigneto, identifichiamo una particella di 3 ettari di vecchie viti, innestate nel 1962 grazie a una selezione massale di ceppi del 1942, oltre ad altri 3 ettari particolarmente vocati: in totale 6 ettari di assoluta eccellenza. Da questi scaturisce, dal 1987, il Villa Barthenau Vigna Sant’Urbano Pinot nero Alto Adige Doc, una sorta di cru nel cru. Mentre il “vecchio” Barthenau, che nel frattempo è... leggi!