Annate Storiche
Annate storiche di vini mitici (12° puntata – prima parte)
Molte le varietà autoctone allevate nelle Marche, ma Verdicchio in primis e poi Montepulciano sono le cultivar alla base dei più longevi vini dell’area. Bucci con la sua Riserva, Fazi Battaglia con San Sisto e Massaccio, Sartarelli con Balciana e Tralivio, Garofoli con Podium e Grosso Agontano, Umani Ronchi con Pelago e Plenio: esemplari testimonial di un territorio dall’antica vocazione.... leggi!
Castello di Querceto: l’importanza del cru
Alessandro François, patron di Castello di Querceto a Greve in Chianti, tiene subito a precisare: «La nostra filosofia produttiva prevede che i nostri vini siano puntuali espressioni del territorio. Questo si può ottenere soprattutto con etichette di notevole complessità e di conseguente lenta e positiva evoluzione nel tempo. L’immagine della nostra azienda è legata a bottiglie capaci di parlare a chi le degusta, sia che esse siano i nostri Chianti Classico, sia soprattutto che siano le nostre cinque etichette da cru, che vanno a esaltare le rispettive vigne di provenienza, che curiamo con potature molto corte ed eventuali diradamenti. Tali modalità operative contribuiscono ad aumentare la longevità dei nostri vini, che – nel caso del La Corte – è comunque... leggi!
Badia a Coltibuono: etichette da consultazione
«Come naturale conseguenza di una storia di vinificazione millenaria», ci spiega Emanuela Stucchi Prinetti, «nelle nostre cantine abbiamo una raccolta di bottiglie di Chianti Classico Riserva a partire dagli anni Quaranta: a riprova della longevità del Sangiovese. Per questo nostro legame con la storia abbiamo sempre evitato la scorciatoia di produrre vini beverini e pronti subito». Chiediamo se vi siano segreti alla base della longevità del Chianti Classico. «Intanto vecchie vigne, coltivate biologicamente, esposte a condizioni climatiche ideali, sia per latitudine sia per elevazione (300 metri sul livello del mare), su terreni ricchi di depositi marini che costituiscono un substrato roccioso, ben drenati e profondi. Condizioni che portano il Sangioveto a una maturazione completa ed equilibrata. Optiamo poi per lunghe macerazioni... leggi!
Ruffino: l’archetipo della tradizione
Fondata nel 1877 a Pontassieve (Firenze), Ruffino ha da sempre fatto dei grandi classici toscani il cuore della propria produzione. E il Chianti Classico Riserva Ducale Oro può essere considerato l’archetipo del vino della tradizione, fra quelli della Maison. Anche se la sua prima annata è datata 1947, le basi per la creazione di questo nettare sono poste fin dalla nascita dell’azienda, avvenuta 70 anni prima. Subito, infatti, fu creata una speciale selezione a base Sangiovese, denominata Chianti Stravecchio, pensato come etichetta delle grandi occasioni, capace di lungo invecchiamento, rivoluzionario per la mentalità contadina di fine Ottocento. Il Riserva Ducale Oro rappresenta perciò l’ulteriore selezione di questo vino, diventando poi, con la legge sulle denominazioni, un Chianti Classico Riserva.
Gabriele... leggi!
Rocca di Montegrossi: il terroir in bottiglia
Qui si producono dei Chianti Classico fra i più identitari di tutta la denominazione: rigorosi, austeri, bisognosi di anni di affinamento, ma che se li si sa aspettare regalano emozioni impagabili. Così Marco Ricasoli Firidolfi, patron della Cantina di Monti in Chianti: «Dal mio punto di vista, il merito della profonda longevità dei miei vini sta nel terroir. Che conferisce quel carattere fondamentale per la capacità di evolvere delle nostre bottiglie. Noi produttori siamo degli intermediari: se non avessi questa terra magnifica non potrei produrre delle etichette di questa caratura: lei fa la differenza! E noi ne approfittiamo impiegando solo uve delle nostre vigne, capaci di infondere eleganza e personalità. Produrre senza transigere su qualità e serietà è una strada... leggi!
Boscarelli: niente muscoli ma raffinata eleganza
Boscarelli è tra le aziende storiche di Montepulciano, produttrice di vini rigorosi e tradizionali, di profonda tenuta e durevolezza, capaci di interessanti evoluzioni, grazie anche a un microclima e a terreni altamente vocati, complici vigne mediamente vecchie di 35 anni. «Perché produrre etichette come le nostre e non cedere alla scorciatoia commerciale di bottiglie di matrice internazionale oppure di pronto consumo? Perché noi seguiamo la territorialità, che naturalmente ci conduce a produrre un vino che cresce su questi terreni, che non rincorre un gusto, ma che si identifica in una filosofia tutta nostra». Questo il pensiero dell’enologo (coadiuvato da Maurizio Castelli) e co-patron Luca De Ferrari. Che prosegue: «La longevità delle nostre etichette, segnatamente del Nobile di Montepulciano Riserva e... leggi!
Dei: un suolo esclusivo e basse rese per ceppo
Nel 1964 Alibrando Dei, nonno di Maria Caterina Dei, acquista i primi ettari di quella che diventerà la tenuta Dei: Bossona. Un cru splendido per esposizione e tipologia di terreno. Ed è proprio Alibrando che pianterà il vigneto da cui oggi nasce il vino considerato il fiore all’occhiello dell’azienda: Vino Nobile di Montepulciano Riserva Bossona. Altra data importante è il 1985, anno in cui, vista l’eccezionale vendemmia, si decide di produrre la prima bottiglia di Vino Nobile Dei, affittando un’antica cantina nel centro storico di Montepulciano. Infine, nel 1989 il padre di Maria Caterina, Glauco, inizia a costruire una moderna cantina nel cuore dei vigneti. «Abbiamo sempre cercato di fare vini che siano identitari del territorio di Montepulciano», ci racconta... leggi!
Talosa: dalla vigna al tappo i dettagli fanno la differenza
«Razionale impostazione dei vigneti e loro quotidiana cura: così facendo è possibile avere vini longevi e di qualità, mantenendo poi costanza e impegno nelle tecniche di lavorazione delle uve. In cantina è fondamentale la scelta dei legni e il giusto affinamento, prima in fusti poi in bottiglia; importante è anche l’adozione dei tappi. Tutte cure che consentono al Sangiovese di arrotondarsi in modo ottimale. Per quanto ci riguarda teniamo anche molto a salvaguardare le uve autoctone e a esaltarne il carattere. Insomma: vini evocatori di un terroir, riconoscibili dal mercato a prescindere dalle mode». Questo il pensiero di Edoardo Jacorossi, patron di Fattoria della Talosa, fra le protagoniste della rinascita del Vino Nobile di Montepulciano.
Angelo Jacorossi con il nipote... leggi!

