Dall'Italia Dall'Italia Emanuele Pellucci

Buy Wine 2016 apre le Anteprime dei vini toscani

Buy Wine 2016 apre le Anteprime dei vini toscani

Questo weekend con Buy Wine 2016 comincia la grande kermesse delle Anteprime toscane. Il tradizionale appuntamento tra i produttori della regione e buyer internazionali alla Fortezza da Basso di Firenze il 12 e 13 febbraio apre la settimana delle anteprime, che impegnerà fino a sabato prossimo circa 200 giornalisti di tutto il mondo in un tour serratissimo di degustazioni a Firenze, San Gimignano, Montepulciano e Montalcino. Protagoniste le anteprime dei vini della vendemmia 2015 e di quelle che entrano in commercio nel corso del 2016.

A Firenze 250 buyer per Buy Wine 2016

Ancora una volta il successo di Buy Wine, che quest’anno aveva rischiato di saltare a causa di ridotte risorse della Regione Toscana, è confermato dai dati scaturiti dalla due giorni di b2b. Dal confronto tra 200 produttori vinicoli di tutta la regione e circa 250 operatori del trade internazionale provenienti da 36 Paesi sono state avviate, infatti, ben 4.200 trattative commerciali a seguito di oltre 6 mila incontri. Terminate le contrattazioni, gran parte dei buyer resteranno in Toscana per seguire le anteprime di Chianti, Chianti Classico, Vernaccia, Vino Nobile e Brunello.

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Da sinistra, Vittorio Contini Bonacossi di Tenuta Capezzana con il presidente del Consorzio del Carmignano Fabrizio Pratesi

Export in crescita per il vino toscano

D’altra parte le prospettive per un 2016 ricco di soddisfazioni non mancano, considerato come è andato l’export lo scorso anno. Nei primi 9 mesi dello scorso anno, infatti, il commercio estero dei vini toscani è cresciuto del 21,9% (media nazionale 5,4%), superando i 646,4 milioni di euro in valore. Trend che, se confermato anche per l’ultimo trimestre dell’anno, porterebbe l’export toscano alla cifra record di 923,4 milioni di euro. Dal 2003 ad oggi il commercio estero dei vini toscani è cresciuto del 102,4% in valore facendo registrare solo due risultati negativi, in concomitanza della crisi economico finanziaria del 2008-2009. Una breve parentesi che, in realtà, ha fatto da preludio ad una delle stagioni più felici per l’export toscano che dal 2009 al 2015 è cresciuto dell’81%.

Il grande richiamo dell’enoturismo

Da non sottovalutare poi che da alcuni anni ormai l’argomento vino si è piazzato al primo posto nella classifica di gradimento tra i servizi preferiti dai turisti, davanti a spiagge, cucina, shopping, musei e hotel. Tutto ciò a conferma di come la parola Toscana sia un vero e proprio brand, capace di evocare non un puro riferimento geografico, ma un profilo specifico di vacanza, ancorata al giro in auto, al vino, alla scoperta dei produttori, del buon cibo e a sensazioni specifiche che il territorio può riservare.

Le altre denominazioni in anteprima

Tornando alle anteprime, la giornata di sabato ha visto protagonisti i vini dei Consorzi di Tutela Morellino di Scansano, Montecucco, Cortona, Carmignano, Valdarno di Sopra, Pitigliano e Sovana, Colline Lucchesi e Maremma Toscana. In contemporanea alla degustazione libera da parte dei giornalisti in presenza dei produttori, si sono tenute anche due degustazioni guidate dal sommelier Luca Martini rispettivamente con vini delle annate 2006 e 2008. Grande interesse da parte dei colleghi italiani e stranieri per i vini di queste denominazioni, che non è corretto definire “minori”.

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L’assessore regionale all’Agricoltura Marco Remaschi

Piccole ma non minori. Carmignano e Valdarno di Sopra

Tra queste, infatti, ce ne sono due che appartengono alla storia del vino toscano, Carmignano e Valdarno di Sopra, due aree vinicole che insieme a Rufina-Pomino e Chianti furono oggetto nel 1716 del bando del Granduca Cosimo III de’ Medici a tutela della qualità del vino toscano per una sorta di denominazione di origine ante litteram. Carmignano, tra le prime Docg della regione, conta su circa 200 ettari di vigne e 11 produttori-imbottigliatori per un totale di circa un milione di bottiglie all’anno. «Non ci deve spaventare il fatto che siamo piccoli», ci dice il presidente del Consorzio, Fabrizio Pratesi, «perché per fortuna il mondo del vino ha ancora quel fascino e la voglia della gente di scoprire ciò che è piccolo». «La nostra è la Doc toscana più giovane», aggiunge Ettore Ciancico, presidente del Consorzio Valdarno di Sopra, «e a livello associativo produciamo poco più di 200 mila bottiglie, ma nuove aziende stanno conferendo i loro migliori vini portando un livello qualitativo alto all’interno della denominazione».

Il commento dell’assessore all’Agricoltura Remaschi

Confuso tra i giornalisti l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Remaschi, si aggira tra i tavoli di degustazione mostrando soddisfazione per come l’anteprima è decollata. «È importante crescere e stare assieme», ci dice, «ma anche strutturare meglio le aziende per essere pronti ad affrontare un mercato sempre più difficile. Credo però che i nostri produttori abbiano preso già da tempo la strada giusta della qualità, della valorizzazione dei prodotti e dell’identificazione dei prodotti stessi con il territorio. Bisogna, insomma, guardare avanti e proporci sui mercati internazionali».

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