Brindisi
Con la B maiuscola è una Doc della Puglia salentina, con la b minuscola è l’atto di alzare il bicchiere e bere alla salute di qualcuno in segno di augurio oppure per tributargli onore. La parola, spiega l’Enciclopedia del Vino, deriva dallo spagnolo brindis, a sua volta mutuato dalla formula tedesca bring dir’s (lo porto a te), trasmessa dai lanzichenecchi alle milizie ispaniche. Il brindisi “coi bicchieri colmi d’acqua” è stato celebrato solo da Signorinella, una canzonetta che non per niente si cantava in epoca autarchica: è preferibile farlo levando un calice di vino, che può essere rosso come nella Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, ma è meglio se ha le bollicine, che sono più adatte per imprimere festosità a questo rito, come testimonia la Traviata di Giuseppe Verdi. Si chiama brindisi anche ciò che vien detto per l’occasione e che può raggiungere i vertici della poesia conviviale. Purtroppo il brindisi si pratica oggi innaffiando direttamente il vincitore con Champagne. E il peana simposiaco si limita a tre versi: hip hip hurrà.
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