La birra in Trentino-Alto Adige. Mele, Marzemino e… neve

La birra in Trentino-Alto Adige. Mele, Marzemino e… neve

di Federica Randazzo e Martin Bozzetta

 

Varcato il confine del Trentino-Alto Adige lo sguardo è catturato dai vigneti, curatissimi e impervi, e dai piccoli alberi di mele nel fondovalle. Due produzioni d’indiscussa eccellenza della regione a cui si sta affiancando quella di birra artigianale. Negli ultimi dieci anni, infatti, l’arte brassicola locale sta vivendo una vera e propria rinascita grazie alla comparsa di numerosi birrifici improntati sull’artigianalità e sulla territorialità delle materie prime.

Un Beer Sommelier alla guida del Batzen

Fra i primi a credere in questo prodotto è stato Robert “Bobo” Widmann a cui si deve l’apertura nel 1998 del primo birrificio artigianale di Bolzano. Forte di quell’esperienza, nel 2012 Bobo ha ricavato dall’osteria più antica della città, storica meta di pittori e poeti, il Batzen. Il locale è in pieno centro, con sala di cottura a vista e un rilassante Biergarten, ed è diventato in poco tempo un punto di riferimento per cittadini e turisti. Bobo, campione italiano in carica di Beer Sommelier e uno dei fondatori dell’Accademia altoatesina della birra, è affiancato dal mastro birraio Christian “Pitsch” Pichler. L’offerta è ampia e ben curata, fra le proposte classiche non mancano una Helles da battaglia, una Dunkel e una Weizen, tutte di ottima fattura.

 

Batzen (foto Martin Bozzetta)

 

Orzo della Val Venosta nel boccale

Molto interessanti le birre con il Marchio di qualità Alto Adige, per le quali si utilizzano solo ingredienti locali, come l’orzo coltivato in Val Venosta. Fra queste suggeriamo la Gose e la KraneWitten. La prima è una acida con sale e coriandolo, perfetta per aprire il pasto. Il naso agrumato e leggermente speziato è accompagnato da una silhouette snella a cui salinità e freschezza regalano grande bevibilità. La seconda è una Saison aromatizzata con bacche di ginepro, pepe e sale di montagna, dalla schiuma fitta e dai sentori di lievito e albicocca, con bocca tonda e appagante. Fra le creazioni di casa Batzen segnaliamo anche la Urporter, complessa e di carattere, con note tostate di caffè, cioccolato e liquirizia. Il sorso è caratterizzato da una bella morbidezza, dovuta soprattutto alla presenza di avena, e da un leggero finale amarognolo.

Affinamento in barrique di Whiskey

Affascinante anche la sua versione più evoluta, la Whiskey Porter, affinata in barrique di Whiskey. In abbinamento suggeriamo i ricchi piatti del menu, dove la birra è spesso anche ingrediente. Imprescindibile l’assaggio dello stinco di maiale. Da Bolzano ci spostiamo verso nord, in Valle Isarco, patria di quell’impronunciabile tradizione altoatesina che è il Törggelen, una scorpacciata autunnale di castagne e vino novello nei tipici Buschenschänke (agriturismi).

 

Klanbarrique, la spillatura (foto Martin Bozzetta)

 

Luppolo del maso all’Hubenbauer

Un orgoglioso sostenitore di quest’usanza è Alexander Stolz del birrificio Hubenbauer, che offre anche un’ottima cucina. L’atmosfera è familiare e accogliente, la filosofia è utilizzare quasi esclusivamente prodotti del maso, dagli ortaggi alla carne, passando per la birra, per la quale l’Hubenbauer può vantare una piccola coltivazione di luppolo. L’attività brassicola è nata per gioco nel 2010 e negli ultimi anni ha raggiunto un notevole livello qualitativo. Nell’impianto completamente autocostruito Alexander sforna oggi sette etichette dotate di una personalità ben definita e di una forte vocazione gastronomica.

Mela Golden nel boccale

Fra le birre a Marchio di qualità Alto Adige suggeriamo la Hopfenstolz, Blond Ale leggermente torbida, caratterizzata da un naso fine di fiori, scorza di mandarino, pane scuro e finale tostato. Il sorso è leggero ma pieno, con ritorni agrumati e di resina, la chiusura è amara e di media persistenza. L’ultima nata è la Delicious, una Weizen Cider con aggiunta di succo di mele Golden Delicious. Piacevolissima, regala note di mela gialla e banana, un corpo pieno e ben sorretto dalla nota acidula. Per chiudere stappiamo la Empire, che si presenta austera, con aromi di cioccolato fondente e spezia dolce. La bocca cremosa gioca con sentori tostati di caffè e tabacco e sorprende con note di frutti di bosco. Da provare in abbinamento con gli squisiti gelati fatti in casa da Lisi, la sorella di Alexander.

Birre “barbariche” al Klanbarrique

Lasciando l’Alto Adige arriviamo in Trentino dove, alle pendici della Vallarsa, troviamo un posto per palati esigenti e ribelli, il Klanbarrique. Il progetto, iniziato a fermentare nel 2008, è stato concretizzato nel 2015 grazie all’incontro fra gli enologi trentini Matteo Marzari e Andrea Moser e lo storico Birrificio Italiano, la cui anima è il pioniere delle birre artigianali nazionali Agostino Arioli.

Foto di apertura ©freeskyline

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