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Arte e vino. Con Mecenate le Cantine entrano nella storia

Arte e vino. Con Mecenate le Cantine entrano nella storia

La presenza ad Alba, in occasione della Fiera del Tartufo, di una mostra patrocinata da Angelo Gaja, “Le colline davanti”, con 85 opere del pittore Tullio Pericoli ispirate ai paesaggi viticoli delle Langhe, del Roero e del Monferrato esposte nella chiesa di San Domenico, mentre negli stessi giorni e nella stessa città il coro della Maddalena ospitava un’esposizione organizzata dalla famiglia Ceretto, con la video-installazione “Holding the milk” di Marina Abramovic, esponente di spicco della performing art, ha messo in evidenza che il rapporto tra il vino e l’arte, ma anche tra i vignaioli e gli artisti, è diventato talmente di moda da generare sovrapposizioni di iniziative analoghe.

Arte e vino in Piemonte. Il parco Orme su La Court

Il fenomeno risalta con particolare evidenza in Piemonte, dove un altro produttore vinicolo, Michele Chiarlo, ha creato nel vigneto del suo miglior Barbera, sulle colline astigiane di Castelnuovo Calcea, il Parco artistico Orme su La Court, in cui tra i filari trovano posto opere d’arte e allestimenti di grande suggestione firmati da pittori della fama di Ugo Nespolo, Lele Luzzati, Giancarlo Ferraris, Peppino Campanella, Marcello Mannuzza.

 

Il parco artistico Orme su La Court

 

Acino, Cubo, Cappella del Barolo. L’arte contemporanea dei Ceretto

Chi ha imboccato questa strada con maggior determinazione e costanza d’impegno sono stati però i Ceretto, che negli scorsi decenni hanno inserito senza stridori a Castiglione Falletto, nelle vigne della Tenuta Bricco Rocche, il Cubo, una struttura architettonica trasparente di imponenti dimensioni. E hanno poi ripetuto l’impresa sulle colline di Alba, realizzando l’Acino, una spettacolare veranda affacciata sulle terre del Barolo, nella sede centrale delle loro aziende, la Tenuta Monsordo. E tra l’una e l’altra di queste imprese hanno affidato la ristrutturazione della Cappella del Barolo a due artisti di fama internazionale, Sol LeWitt e David Tremlett, che l’hanno trasformata in un edificio di straordinario impatto visivo (foto in apertura).

Un concorso a fumetti per coinvolgere gli enoturisti

La fantasia con cui vengono individuate sempre nuove connessioni tra la bevanda di Bacco e il mondo dell’arte è inesauribile: a fine maggio, per Cantine Aperte, Emilio Giannelli, vignettista del Corriere della Sera, ha esposto tra le botti di Brunello di Montalcino di Fattoria dei Barbi le sue opere di ispirazione enoica e ha vestito i panni del giurato per giudicare quelle degli enoturisti che hanno partecipato al concorso “AAA vignette a tema vino cercansi”.

 

Le colline davanti di Tullio Pericoli

 

Message in a Bottle: arte e vino a fini benefici

Il Rotary Club di Conegliano, invece, guidato da Carlo Veloso dos Santos, direttore generale di un’azienda che produce turaccioli, l’Amorim Cork Italia, ha unito l’arte al vino per un’iniziativa di solidarietà denominata “Message in a Bottle”: ha fatto realizzare 37 dipinti su altrettante bottiglie magnum di Prosecco e con i 60 mila euro che ha raccolto mettendole in vendita ha finanziato l’acquisto di un elettroencefalografo donato a un’associazione, La Nostra Famiglia, che si occupa della cura e della riabilitazione dei disabili.

La Vendemmia d’Artista di Ornellaia

C’è però un vino ch’è andato ben al di là di queste estrose iniziative: è dal 2009 che l’Ornellaia vive ogni anno la sua “Vendemmia d’Artista”. In che cosa consiste? Quest’anno, per esempio, è stato affidato a un artista brasiliano, Ernesto Neto, il compito di realizzare un’opera che esprimesse le caratteristiche della vendemmia 2014, l’annata di Ornellaia giunta a maturazione.

Il ricavato di Ornellaia l’Essenza al Guggenheim

Neto ha scelto come tema l’Essenza, e a essa si è ispirato per abbigliare una serie limitata di bottiglie di grande formato. Raggruppate in 9 lotti, queste straordinarie bottiglie di Ornellaia sono state battute all’asta da Sotheby’s a New York, il 27 aprile, e i 104 mila euro raccolti in tal modo sono stati devoluti al Museo Guggenheim, dove la vendita all’incanto si è svolta.

 

Ornellaia 2014 Vendemmia d’Artista (dettaglio)

 

Mecenatismo puro

Fra tutte le iniziative, questa è l’unica in cui il mecenatismo è esplicito: in otto anni, fa notare l’amministratore delegato di Ornellaia, Giovanni Geddes da Filicaja, la Vendemmia d’Artista ha donato ai musei del mondo più di 1 milione di euro. Che cosa ne ha avuto in cambio l’Ornellaia? Che cosa ci hanno guadagnato tutti coloro che hanno cercato di collegare l’arte del vino con il vino dell’arte?

Il fascino della cultura rende immortali

Le ricerche sociologiche sui Millennials, i 12 milioni di italiani che oggi hanno fra i 18 e i 35 anni e da cui dipendono perciò i consumi del vino nel futuro prossimo venturo, sono concordi nel rilevare che si tratta di una generazione affascinata dagli aspetti culturali del vino più ancora che da quelli gustativi. È questa la risposta? Forse. Una cosa però è certa, neanche quella di Mecenate era generosità allo stato puro: grazie a lui gli artisti potevano passare alla cassa, ma lui è passato alla storia.

L’articolo è tratto da Civiltà del bere 6/2017. Per leggere la rivista acquistala sul nostro store (anche in digitale) o scrivi a store@civiltadelbere.com

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